E' il secondo comune dell'isola per estensione; conserva una chiara fisionomia agricola con i suoi orti e vigneti.
Un tempo terra di contadini, sviluppatosi soprattutto all'interno per la necessità di restare, con le proprie abitazioni, nei pressi dei campi da coltivare.
Il territorio infatti è costituito da frazioni, contrade ed agglomerati antichissimi posti su colline deliziose.
La principale attrattiva turistica è costituita dal litorale dei Maronti, splendida baia naturale lunga due chilometri, ricca di spiagge e di angoli suggestivi, come le valli di Cava Scura e Olmitello.
Nella frazione di Buonopane si trova la fonte di Nitrodi, nota sorgente termale per le sue acque medicamentose, conosciuta già in epoca romana il cui nome deriva dalle ninfe “Nitrodi” ritenute dagli antichi protettrici dell’area.
A Buonopane sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista ha luogo la 'ndrezzata, caratteristica danza popolare ischitana, eseguita da diciotto danzatori, due suonatori (clarino e tamburello) e un "caporale".
Frazioni e Localita' principali sono: Buonopane, Fiaiano, Piedimonte, Testaccio, Vatoliere.
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Storia
Nel 1301 l'eruzione del monte Trippodi distrusse le campagne e gli agglomerati adiacenti di Barano.
Il magma attraversò la vallata, chiamata oggi come lava dell'Arso fino a raggiungere Ischia e a riversarsi in mare.
Nel 1544 Barano venne saccheggiata, così come gli altri comuni, dal corsaro Barbarossa e gettata nello squallore.
I suoi abitanti sopravissuti si dispersero per l'isola. L'amenità del luogo, l'ubertosità del suolo e non ultime le acque salutari attirarono nuovi abitanti, tanto che fu popolata più di prima.
Il Jasolino scriveva, che nel 1587 dopo Forio, Barano era il luogo più abitato dell'isola. Nel 1786 la frazione di Testaccio fu divisa da Barano ed in seguito di nuovo riunita.
Etimologia del nome
Il nome Barano deriva probabilmente dal latino "Balneum", per le sue sorgenti apprezzate fin dagli antichi Greci, il Soleandro la chiamò "Varrano".

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