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Castello Aragonese

Le prime edificazioni significative sul castello furono costruite dal tiranno Gerone di Siracusa nel 474 a.C., occorso in aiuto dei Cumani contrapposti ai Tirreni. Contribuendo alla sconfitta di questi ultimi al largo delle acque di Lacco Ameno, i Cumani decisero di ricompensarlo cedendogli l'intera isola.

Castello Aragonese - Ischia - ItaliaL'isolotto di roccia trachitica su cui si trova il castello deriva da una eruzione sinattica avvenuta oltre 300.000 anni fa.
Lo stesso raggiunge un'altezza di 113 metri sul livello del mare e presenta una superficie di circa 56.000 mq.
Fino alla metà del XV secolo l'unica via di accesso al castello era una scala esterna posta sul lato che si affaccia verso l'isolotto di Vivara.
Ma, nel 1441, a seguito di una ricostruzione del vecchio Castello Angioino voluta da Alfonso I d'Aragona, fu realizzato un ponte di legno (oggi di muratura) che collegava il Castello a Ischia Ponte (anticamente conosciuta come Borgo di Celsa) distante appena 220 metri.
Ai piedi del Castello c'era un'antica casamatta, adibita a quartiere della guarnigione addetta alle manovre del ponte levatoio.

Nello stesso periodo furono realizzate poderose mura e fortificazioni tra cui i cosiddetti piombatoi, formati da fessure da cui venivano lanciati liquidi infiammabili o bollenti, piombo fuso, pietre e proiettili sull'invasore di turno.

Le innumerevoli occupazioni e saccheggi messe in atto dai Partenopei, dai Romani (nel 326 a. C.), di nuovo dai Partenopei e poi ancora Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini, cambiarono completamente la fortezza di Gerone.

Alcune date importanti

- Nel 474 a.C., il castello prendeva il nome di "Castel Gerone" o "Castello Geronda" dal Tiranno Gerone di Siracusa.
- Nel 1301, a seguito di una violenta eruzione del vulcano Arso, che colpì Ischia Porto, gli Ischitani trovarono riparo proprio sul castello.
- Verso i primi del 1700, la rocca ospitava 1892 famiglie, oltre il Convento delle Clarisse, l'Abbazia dei Basiliani di Grecia, il Vescovo col Capitolo ed il Seminario, il Principe con la guarnigione. Vi erano 13 chiese, di cui 7 parrocchie. È stato definito il periodo di massimo splendore per il Castello.
- Nel 1809 gli Inglesi assediarono il castello, occupato dai Francesi, colpendolo con ripetuti tiri di cannone fino a distruggerlo quasi completamente.

Orario di apertura: 09.00 - 19.30
Tel.
081 992834 - 081 991959

Castello Aragonese - Ischia - Italia

 

Sul Castello: alcuni spunti per vistarlo

S. Pietro a Pantaniello - Ischia
  • S. Pietro a Pantaniello
    Chiesa di forma esagonale costruita in blocchi di piperno nel 1547, da Dionisio Basso, che volle riedificare sul castello l’originaria chiesa paleocristiana, che si trovava sulla collinetta del porto, all'epoca ancora lago malsano, da cui si dice deriverebbe il nome S. Pietro a Pantaniello, per preservarla dalle incursioni saracene.
    Il progetto fu ricavato probabilmente da un disegno del Vignola, famoso architetto del rinascimento italiano.

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La Cattedrale sul Castello Aragonese - IschiaCattedrale
La cattedrale si compone di due piani: la chiesa e la cripta. A fianco è situata la torre campanile e l’ex palazzo vescovile.
La chiesa è di epoca medievale, ristrutturata più volte nel corso dei secoli fino alla metà del 1700.
La cattedrale è a tre navate, intorno all’altare c’erano sette cappelle di cui sei gentilizie, un tempo ricche di affreschi. La cripta custodisce degli affreschi attribuibili alla scuola di Giotto.
Nel 1509, il giorno 27 del mese di dicembre fu celebrato il matrimonio tra la poetessa Vittoria Colonna e Ferrante D’Avalos, marchese di Pescara.
Ricca di monumenti furono distrutti nel 1722 dal vescovo Capecelatro, e nel 1809 la cattedrale cadde definitivamente sotto le cannonate della flotta inglese.

  • Chiesa della Immacolata e Convento delle Clarisse della Consolazione
    Costruita nella prima metà del 700, fu voluta dalle monache clarisse del convento della consolazione adiacente alla chiesetta.
    Il convento fu edificato nel 1576 dalla N.D. Beatrice della Quadra, e chiamato della consolazione, perchè la fondatrice ormai vedova, cercava consolazione nella preghiera e nel silenzio della clausura.
    Nei piani interrati del monastero situato il cimitero, dotato di scanni in pietra con foro centrale, per la raccolta dei resti organici in decomposizione, infatti, i cadaveri venivano lasciati vestiti sugli scanni.
    Le monache vi si recavano ogni giorno per meditare sulla morte. L'esposizione dei resti dei cadaveri fu soppressa negli anni 60 dal vescovo Dino Tomasini.

  • Il Maschio (non visitabile)
    Situato nella parte più alta dell'isola, fu costruito dagli Angioini, e rifatto in seguito dagli Aragonesi.
    Di forma quadrangolare è fornito di quattro torri.
    Fu occupato da Alfonso I d'Aragona, da Ferdinando II d'Aragona fuggito da Napoli dopo che fu occupata da Carlo VIII, re di Francia nel 1495.
    Nel 1823 fu adibito a carcere dal governo Borbonico.

Veduta da un angolo dal Castello Aragonese - Ischia Ponte

 
  • Bagno penale
    Edificato dai Borboni nel 1799, per rinchiudere gli oppositori politici, costituiva insieme al Maschio il bagno penale.
    L'edificio composto da cameroni dove venivano ammassati tutti i prigionieri, e da un cortile scoperto di forma quadrangolare, nel mezzo del quale era posta una forca per le esecuzioni.
    Numerosi patrioti napoletani del 1848 furono rinchiusi in quelle prigioni, a loro in particolare era riservato un singolare tipo di tortura, venivano immersi in vasche di acqua e lordura, e inoltre erano costretti a rimanere nei loro escrementi per intere giornate.
    Da qui il nome Bagno Penale.
    Con l'unità d'Italia e la cacciata dei Borboni, i prigionieri politici furono liberati.
    Nel 1874 l'isolotto andò sotto il controllo della direzione generale delle carceri, e nel 1890, la prigione fu definitivamente chiusa.



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