L'isolotto
di roccia trachitica su cui si trova il castello deriva da una eruzione sinattica
avvenuta oltre 300.000 anni fa.
Lo stesso raggiunge un'altezza di 113 metri sul livello del mare e presenta una superficie di circa 56.000 mq.
Fino alla metà del XV secolo l'unica via di accesso al castello era una scala esterna posta sul lato che si affaccia verso l'isolotto di Vivara.
Ma, nel 1441, a seguito di una ricostruzione del vecchio Castello Angioino voluta da Alfonso I d'Aragona, fu realizzato un ponte di legno (oggi di muratura) che collegava il Castello a Ischia Ponte (anticamente conosciuta come Borgo di Celsa) distante appena 220 metri.
Ai piedi del Castello c'era un'antica casamatta,
adibita a quartiere della guarnigione addetta alle manovre del
ponte levatoio.
Nello stesso periodo furono realizzate poderose mura e fortificazioni tra cui i cosiddetti piombatoi, formati da fessure da cui venivano lanciati liquidi infiammabili o bollenti, piombo fuso, pietre e proiettili sull'invasore di turno.
Le innumerevoli occupazioni e saccheggi messe in atto dai Partenopei, dai Romani (nel 326 a. C.), di nuovo dai Partenopei e poi ancora Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini, cambiarono completamente la fortezza di Gerone.
- Nel 474 a.C., il castello prendeva il nome di "Castel
Gerone" o "Castello Geronda" dal Tiranno Gerone di Siracusa.
- Nel 1301, a seguito di una violenta eruzione del vulcano Arso, che colpì Ischia Porto, gli Ischitani trovarono riparo proprio sul castello.
- Verso i primi del 1700, la rocca ospitava 1892 famiglie, oltre il Convento delle Clarisse, l'Abbazia dei Basiliani di Grecia, il Vescovo col Capitolo ed il Seminario, il Principe con la guarnigione. Vi erano 13 chiese, di cui 7 parrocchie. È stato definito il periodo di massimo splendore per il Castello.
- Nel 1809 gli Inglesi assediarono il castello, occupato dai Francesi, colpendolo con ripetuti tiri di cannone fino a distruggerlo quasi completamente.
Orario di apertura: 09.00 - 19.30
Tel. 081 992834 - 081 991959
Cattedrale
La cattedrale si compone di due piani: la chiesa e la cripta. A fianco è situata la torre campanile e l’ex palazzo vescovile.
La chiesa è di epoca medievale, ristrutturata più volte nel corso dei secoli fino alla metà del 1700.
La cattedrale è a tre navate, intorno all’altare c’erano sette cappelle di cui sei gentilizie, un tempo ricche di affreschi. La cripta custodisce degli affreschi attribuibili alla scuola di Giotto.
Nel 1509, il giorno 27 del mese di dicembre fu celebrato il matrimonio tra la poetessa Vittoria Colonna e Ferrante D’Avalos, marchese di Pescara.
Ricca di monumenti furono distrutti nel 1722 dal vescovo Capecelatro, e nel 1809 la cattedrale cadde definitivamente sotto le cannonate della flotta inglese.