|
|
|
.: Castello Aragonese |
| .:
Sul Castello --> |
|
- (San Pietro a Pantaniello)
|
| -
(Cattedrale) |
| - (Chiesa della Immacolata e |
|
Convento delle Clarisse) |
| -
(Il Maschio) |
|
- (Bagno Penale)
|
|
|
L’isolotto
su cui si trova il castello deriva da una eruzione sinattica
avvenuta oltre 300.000 anni fa.
Il Castello fu costruito dal tiranno Gerone di Siracusa, nel
474 a.C., da cui inizialmente prendeva il nome di Castel
Gerone o Castello Geronda.
Esso dista circa 200 mt. da Ischia Ponte, collegato
anticamente da un ponte di legno, che fu trasformato nel 1440
in cemento, da Alfonso I d’Aragona.
Ai piedi del Castello c’era un tempo un antica casamatta,
adibita a quartiere della guarnigione addetta alle manovre del
ponte elevatoio.
Orario di apertura: 09.00 - 19.30
Tel. 081 991959
|
|
|
|

|
| |
 |
| Sul CASTELLO¬ |
|
|
|
|
|
Chiesa di forma esagonale costruita in
blocchi di piperno nel 1547, da Dionisio Basso, che
volle riedificare sul castello l’originaria chiesa
paleocristiana, che si trovava sulla collinetta del
porto, all’epoca ancora lago malsano, da cui si dice
deriverebbe il nome S.Pietro a Pantaniello, per
preservarla dalle incursioni saracene. Il progetto fu
ricavato probabilmente da un disegno del Vignola famoso
architetto del rinascimento italiano.
|
| |
|
|
|
La cattedrale si compone di due piani: la chiesa e la cripta. A fianco è situata la torre campanile e l’ex palazzo vescovile. La chiesa è di epoca medievale, ristrutturata più volte nel corso dei secoli fino alla metà del 1700. La cattedrale è a tre navate, intorno all’altare c’erano sette cappelle di cui sei gentilizie, un tempo ricche di affreschi. La cripta custodisce degli affreschi attribuibili alla scuola di Giotto. Nel 1509, il giorno 27 del mese di dicembre fu celebrato il matrimonio tra la poetessa Vittoria Colonna e Ferrante
D’Avalos, marchese di Pescara. Ricca di monumenti furono distrutti nel 1722 dal vescovo
Capecelatro, e nel 1809 la cattedrale cadde definitivamente sotto le cannonate della flotta inglese.
|
| |
- Chiesa della Immacolata e Convento delle Clarisse della Consolazione
|
|
Costruita nella prima metà del ‘700, fu voluta dalle monache clarisse del convento della consolazione adiacente alla chiesetta. Il convento fu edificato nel 1576 dalla N.D. Beatrice della Quadra, e chiamato della consolazione, perché la fondatrice ormai vedova, cercava consolazione nella preghiera e nel silenzio della clausura. Nei piani interrati del monastero è situato il cimitero, dotato di scanni in pietra con foro centrale, per la raccolta dei resti organici in decomposizione, infatti, i cadaveri venivano lasciati vestiti sugli scanni. Le monache vi si recavano ogni giorno per meditare sulla morte. L’esposizione dei resti dei cadaveri fu soppressa negli anni ’60 dal vescovo Dino
Tomasini.
|
| |
- Il Maschio (non visitabile)
|
|
Situato nella parte più alta dell’isola, fu costruito dagli
Angioini, e rifatto in seguito dagli Aragonesi.
Di forma Quadrangolare, fornita di quattro torri. Fu occupato da Alfonso I d’Aragona, da Ferdinando II d’Aragona fuggito da Napoli dopo che fu occupata da Carlo
VIII, re di Francia nel 1495. Nel 1823 venne adibito a carcere dal governo Borbonico.
|
| |
|
|
|
Edificato dai Borboni nel 1799, per rinchiudere gli oppositori politici, costituiva insieme al Maschio il bagno penale. L’edificio è composto da cameroni dove venivano ammassati tutti i prigionieri, e da un cortile scoperto di forma quadrangolare, nel mezzo del quale era posta una forca per le esecuzioni. Numerosi patrioti napoletani del 1848 furono rinchiusi in quelle prigioni, a loro in particolare era riservato un singolare tipo di tortura, venivano immersi in vasche di acqua e lordura, e inoltre erano costretti a rimanere nei loro escrementi per intere giornate. Da qui il nome “Bagno Penale”. Con l’unità d’Italia e la cacciata dei
Borboni, i prigionieri politici furono liberati. Nel 1874 l’isolotto andò sotto il controllo della direzione generale delle carceri, e nel 1890, la prigione fu definitivamente chiusa.
|
|
| |
|
|
|